Esercizi di speranza (5 maggio-25 giugno 2019)

5 maggio-Mi ami?

“Mi ami?” è la vera domanda di senso, è la risposta in forma di domanda, è l’essenziale da cui ripartire quando tutto sembra finito, perché quando non credi più a nulla e anche la speranza soccombe, l’amore invece rimane. Non si tratta soltanto di sentirsi amati, per quanto sia importantissima la consapevolezza di esserlo sempre, anche quando non sai riconoscerlo, ma forse ciò che ancora di più salva è sapere che l’amore che hai da dare interessa a qualcuno. Che il fatto che tu sia nato per questo, per amare, non rappresenti una condanna all’infelicità o un desiderio di pienezza che non potrà mai essere raggiunto, perché c’è Qualcuno che implora il tuo amore come un mendicante e che non può vivere senza. E non importa se pensi di non essere capace di vivere un amore così, se hai paura, se hai sbagliato, se hai sofferto e adesso ti senti come bloccato, perché anche un amore imperfetto, anche un semplice voler bene, può essere un ottimo punto di partenza (o di ripartenza). Allora io non posso rimanere come prima, non posso fare finta che non sia successo niente, perché Lui mi chiede se lo amo, perché Lui chiede amore a me, e non posso lasciare che l’Amore non sia amato. Così tutto acquista un senso, e tutto torna a vivere.

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L’inizio (o dell’arte di ricominciare)

L’inizio contiene tutto.
Se tradisci l’inizio, tradisci il tutto. Se il tutto gira male, è perché stai fuori dalla mappa dell’inizio.

Sto rileggendo daccapo il libro da cui sono tratte queste parole: L’arte di ricominciare di don Fabio Rosini. Sono tornata indietro mentre mi trovavo a un centinaio di pagine dalla fine (e dopo avere letto più della metà del libro) perché mi sono accorta che non me la stavo raccontando giusta. Infatti, non si tratta di un libro che va letto ma è il libro a leggere te, e io non mi stavo facendo leggere. In più stavo andando troppo veloce, convinta di recuperare in un secondo momento quelle opportune soste che servono per poter svolgere i compiti assegnati al termine di ogni capitolo (o forse solo per rimandare il confronto con me stessa). Sì perché ci sono proprio degli esercizi concreti da fare, e siccome sono belli tosti per riuscirci serve mettersi in ascolto, sapersi guardare dentro con sincerità e calma, e accompagnare il tutto con la preghiera. Lo scopo è quello di condurre gradualmente il lettore a fare ciò per cui il libro è stato scritto: ricominciare appunto. C’è sempre qualche ambito della nostra vita che richieda una ripartenza, un nuovo inizio. Il mese di settembre, poi, è caratterizzato proprio dalla ripresa delle attività di ciascuno, dalla scuola al lavoro e così via. Capita, però, di attraversare quei momenti di prova nella propria vita che, a causa della sofferenza e della sfiducia in cui ci precipitano, ci portano a pensare che ormai sia troppo tardi per ripartire e per risollevarsi. Don Fabio è convinto del contrario e lo si capisce fin dalla dedica: 

Questo libro è dedicato a tutti coloro che pensano che non si possa più ricominciare o che sia troppo difficile. Ecco, non è vero. Nulla è impossibile a Dio.

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