A-riamarti

Dedicata a chi ogni giorno si impegna a vivere la vita amando chi gli sta accanto nel servizio, nel silenzio, nel sacrificio spesso non ricompensato come merita, a chi continua a farlo sempre con gioia e a fidarsi e affidarsi pur nelle difficoltà. Sono vite che non fanno clamore, ma che lasciano vuoti grandi come voragini quando si interrompono. Se lo fanno, però, è per rinascere per sempre: in questi casi si dice addio (che sta per A-Dio) oppure a-rivederci, sapendo che quella persona continueremo ad amarla per il resto della nostra vita e che un giorno potremo farlo avendola di nuovo di fronte. E quindi il saluto che mi è venuto in mente, e che esprime questa speranza certa che inizia già a partire da adesso, è a-riamarti

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In una parola: Rimanere

Ciò che sai amare rimane
il resto è scoria
Ciò che tu sai amare non sarà strappato da te
Ciò che tu sai amare è il tuo vero retaggio.

Questi versi del poeta Ezra Pound sono perfetti per introdurre la parola che ho scelto oggi per la rubrica Poesia in una parola: Rimanere. Alessandro D’Avenia, che li riprende nel suo saggio Ogni storia è una storia d’amore, li ha definiti come “l’essenza di ogni storia umana in soli quattro versi”. Ed effettivamente è così: non è quello che ci è successo a definirci, anche se ha avuto un certo peso, né possiamo permettere che sia quello che abbiamo o non abbiamo fatto a dirci chi siamo. Sant’Agostino diceva che “siamo ciò che amiamo”, è questo il vero retaggio, e soltanto ciò che avremo saputo davvero amare rimarrà e non ci sarà strappato, perché l’amore non passa mai.

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Lettera a un bambino che è nato

Una premessa. Questo è un post un po’ particolare. Contiene una lettera che ho scritto il 14 febbraio scorso e che volevo tenere per me, perché la ritenevo troppo personale. Racconta di un’esperienza di preghiera che ho fatto, e la preghiera è sempre qualcosa di unico e personale, perché è la relazione che ciascuno ha con il Padre ad esserlo. Allo stesso tempo, però, pregare ha una ripercussione di tipo comunitario, ma nemmeno questo in realtà era servito per convincermi a pubblicare la lettera. Poi è successa una cosa che mi ha fatto cambiare idea, poiché mi ha consentito di intravedere delle possibilità di bene che potevano nascere condividendola con voi. Se avete la pazienza di leggere tutto, alla fine vi dirò quale è stato l’evento determinante questo cambio di rotta. Prima di farlo, preferisco leggiate la mia lettera a un bambino che è nato.

14 febbraio 2018

Carissimo sospirato dono di Dio Padre,

benvenuto al mondo! Mi verrebbe da dirti come prima cosa “ce l’abbiamo fatta!” ma poi mi rendo conto che ad avercela fatta siete tu e i tuoi genitori, insieme alla vita. Io ti ho soltanto accompagnato da lontano (ma allo stesso tempo sentendomi vicina a te) a partire da quel giorno in cui ho deciso di dire di sì a una proposta che il Signore mi faceva attraverso Sua Madre. Era il 13 maggio 2017 quando nella mia stanza davanti al crocifisso ho promesso che avrei pregato ogni giorno per nove mesi per un bambino a rischio di essere abortito. Quel bambino eri tu.

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I vostri tweet

Ecco una piccola raccolta dei vostri tweet con l’hashtag #lampidipoesia! Dato che sono andata a ritroso non ho potuto inserire tutti quelli pervenuti finora, ma soltanto una selezione. In futuro, però, vorrei cercare di aggiornare costantemente questa sezione. Dunque, mi raccomando: twittate! 😀

ufffffff

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