In una parola: Partire (per ritornare)

Potrebbe sembrare una smentita al precedente articolo della serie Poesia in una parola ma non lo è: Partire non è per forza il contrario di Rimanere, si tratta di due aspetti complementari della stessa questione. Se quello che conta, come avevamo visto, è rimanere nell’amore, questo significa che bisogna invece prendere le distanze da tutto ciò che è contrario all’amore e che ci impedisce di viverlo. Non si tratta di fuggire dalle difficoltà, o di tagliare i ponti con situazioni e persone senza un motivo valido e magari solo perché ci viene chiesto un coinvolgimento da cui ci sentiamo espropriare, ma di saper mantenere lo sguardo fisso a ciò che costituisce il nostro sommo bene, a quel che è imprescindibile per noi, riconoscendo quando, al fine di preservarlo, è necessario operare un cambio di rotta.

words-0004

Continua a leggere

In una parola: Rimanere

Ciò che sai amare rimane
il resto è scoria
Ciò che tu sai amare non sarà strappato da te
Ciò che tu sai amare è il tuo vero retaggio.

Questi versi del poeta Ezra Pound sono perfetti per introdurre la parola che ho scelto oggi per la rubrica Poesia in una parola: Rimanere. Alessandro D’Avenia, che li riprende nel suo saggio Ogni storia è una storia d’amore, li ha definiti come “l’essenza di ogni storia umana in soli quattro versi”. Ed effettivamente è così: non è quello che ci è successo a definirci, anche se ha avuto un certo peso, né possiamo permettere che sia quello che abbiamo o non abbiamo fatto a dirci chi siamo. Sant’Agostino diceva che “siamo ciò che amiamo”, è questo il vero retaggio, e soltanto ciò che avremo saputo davvero amare rimarrà e non ci sarà strappato, perché l’amore non passa mai.

words-0003.png

Continua a leggere

In una parola: Gratitudine

Nuovo anno nuova rubrica, dedicata alle parole che amo. In Poesia in una parola, mi lascerò ispirare ogni volta da una parola diversa, scelta tra quelle che nel tempo mi hanno fatto compagnia, regalato una luce o restituito una  speranza. Insieme ad essa prenderò in esame anche quelle che le sono affini per suono o per significato. Non so esattamente dove queste parole mi condurranno, ma è proprio questo il bello. A volte basta una parola sola detta al momento giusto o in un certo modo per rimettere al mondo qualcuno: di queste parole ne ho ricevute, e per questo vorrei poterne donare a mia volta, o almeno, metterle in comune. Da qui l’idea di questa serie di articoli. 

La parola di oggi è: Gratitudine. Adoro questa parola e tutto ciò che le concerne. Essere grati non è qualcosa di innato, la vedo più come un’arte da esercitare. Trovo che saper dire “grazie” a qualcuno, ancora più che sentirselo dire, sia una delle esperienze più belle e gratificanti che si possano vivere, ma solo essendo pienamente consapevoli del senso profondo per cui lo facciamo, senza scadere nella semplice abitudine.  

words-0001

Continua a leggere