Esercizi di speranza (28 giugno-11 agosto 2019)

28 giugno-Piangere

L’esercizio di speranza che più bisogna tornare a fare oggi è saper piangere, non per rattristarsi ma per stare nella verità e nella realtà, perché per stare al mondo, in questo mondo e in questo tempo, ne abbiamo un assoluto bisogno. Chi non sa piangere sull’uomo, infatti, distrugge ogni persona e cosa che incontra con la sua disumanità, e a lungo andare distrugge anche se stesso.

«Ci si riempiono gli occhi di lacrime se teniamo gli occhi aperti su questa valle di lacrime. Allora li distogliamo, ce li distolgono con mille e mille canali televisivi, social chiacchierosi, pensiamo di lavarli con una pioggia di immagini, e così come ci arrivano padre e figlio annegati ci arriva la ragazzina che posta la foto e il fidanzato o la mamma che le risponde in pubblico come sei bella e quella dice grazie e mette cuoricino, o ragazza con sfondo mare, o piatti, e insomma tutta una fiumana di cazzatelle, che porta via nella corrente le lacrime e il padre e il suo bambino, annegati un’altra volta. Si dice: perché piangere? Perché intristirsi? Ma piangere non è intristirsi, piangere è stare nella verità. Sono infinitamente più tristi le risate dei distratti, degli intrattenuti, le moine dei banali. Chi piange nel mondo, nel controvento della storia, che mai sarà il paradiso, non è uno triste: è uno che non nega la realtà. E tra le lacrime vede tutto, compreso la ragazza sullo sfondo del mare, con una intensità, una verità, uno sgomento sconosciuto ai fintiallegri. Perché piangendo veniamo al mondo, e occorre continuare a “venire al mondo”.»
(Davide Rondoni)

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Esercizi di speranza (21-28 aprile 2019, Esperienze di Pasqua)

Ecco la raccolta di #esercizidisperanza relativi all’ottava di Pasqua, appena trascorsa! Mentre li sistemavo ho trovato, in modo del tutto spontaneo, un filo conduttore in una delle mie pagine preferite del profeta Isaia (Is 43, 1-21). Da lì sono tratte le citazioni che ho utilizzato come titoli e che calzavano a pennello per i contenuti dei post dei vari giorni. Sono Parole di Vita e di Resurrezione (provate a leggere tutti i titoli di seguito e vedrete!), rivolte a tutti e a ciascuno. E proprio perché queste Parole (le Sue, non le mie) possano raggiungere più persone possibili, questa volta vi chiedo, se vi è piaciuto, di condividere il post sui vostri canali social o dove volete. Grazie e ancora buona Pasqua

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Esercizi di speranza (16 marzo-2 aprile 2019)

16 marzo-Fiducia

Dalle mie cagnoline imparo ad avere fiducia. Loro si fidano, si affidano e confidano nel fatto di essere amate. Nulla potrebbe convincerle del contrario, per questo sono il ritratto della gioia, che manifestano in ogni modo. 

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Esercizi di speranza (19 febbraio-13 marzo 2019)

19 febbraio-Scrittura manuale

A causa di una piccola difficoltà di vista (niente di grave, ho gli occhiali in riparazione per qualche giorno e con quelli vecchi non vedo bene), mi risulta faticoso stare al cellulare o al computer per creare le immagini con le frasi e scrivere. Però ho pensato una soluzione alternativa per non far mancare gli esercizi di speranza ovvero scrivere a mano, così mi sforzo di meno, e scattare una foto! Perché di fronte a un ostacolo, la speranza non si ferma ma inventa strade nuove!

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Esercizi di speranza (9-21 gennaio 2019)

9 gennaio-Benedizione

Sai di essere amato quando c’è qualcuno in grado di vederti per come sei, di amarti così come sei, e di scorgere in te la tua verità e le tue potenzialità. Ama veramente chi ti spinge a dare il meglio di te stesso, credendo in te quando tu non riesci a farlo, e dandoti fiducia anche quando pensi di non meritarla. Ed è così che la nota stonata della tua vita si trasforma in benedizione per te e per gli altri.

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In una parola: Partire (per ritornare)

Potrebbe sembrare una smentita al precedente articolo della serie Poesia in una parola ma non lo è: Partire non è per forza il contrario di Rimanere, si tratta di due aspetti complementari della stessa questione. Se quello che conta, come avevamo visto, è rimanere nell’amore, questo significa che bisogna invece prendere le distanze da tutto ciò che è contrario all’amore e che ci impedisce di viverlo. Non si tratta di fuggire dalle difficoltà, o di tagliare i ponti con situazioni e persone senza un motivo valido e magari solo perché ci viene chiesto un coinvolgimento da cui ci sentiamo espropriare, ma di saper mantenere lo sguardo fisso a ciò che costituisce il nostro sommo bene, a quel che è imprescindibile per noi, riconoscendo quando, al fine di preservarlo, è necessario operare un cambio di rotta.

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