L’inizio (o dell’arte di ricominciare)

L’inizio contiene tutto.
Se tradisci l’inizio, tradisci il tutto. Se il tutto gira male, è perché stai fuori dalla mappa dell’inizio.

Sto rileggendo daccapo il libro da cui sono tratte queste parole: L’arte di ricominciare di don Fabio Rosini. Sono tornata indietro mentre mi trovavo a un centinaio di pagine dalla fine (e dopo avere letto più della metà del libro) perché mi sono accorta che non me la stavo raccontando giusta. Infatti, non si tratta di un libro che va letto ma è il libro a leggere te, e io non mi stavo facendo leggere. In più stavo andando troppo veloce, convinta di recuperare in un secondo momento quelle opportune soste che servono per poter svolgere i compiti assegnati al termine di ogni capitolo (o forse solo per rimandare il confronto con me stessa). Sì perché ci sono proprio degli esercizi concreti da fare, e siccome sono belli tosti per riuscirci serve mettersi in ascolto, sapersi guardare dentro con sincerità e calma, e accompagnare il tutto con la preghiera. Lo scopo è quello di condurre gradualmente il lettore a fare ciò per cui il libro è stato scritto: ricominciare appunto. C’è sempre qualche ambito della nostra vita che richieda una ripartenza, un nuovo inizio. Il mese di settembre, poi, è caratterizzato proprio dalla ripresa delle attività di ciascuno, dalla scuola al lavoro e così via. Capita, però, di attraversare quei momenti di prova nella propria vita che, a causa della sofferenza e della sfiducia in cui ci precipitano, ci portano a pensare che ormai sia troppo tardi per ripartire e per risollevarsi. Don Fabio è convinto del contrario e lo si capisce fin dalla dedica: 

Questo libro è dedicato a tutti coloro che pensano che non si possa più ricominciare o che sia troppo difficile. Ecco, non è vero. Nulla è impossibile a Dio.

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The crisis (o del perché anche una nota stonata può essere una benedizione)

“Non sei fregato veramente finché hai da parte una buona storia, e qualcuno a cui raccontarla.” Lui l’aveva una… buona storia. Lui era la sua buona storia.

L’assurda cronaca di questi giorni mi ha fatto venire in mente il bellissimo monologo teatrale Novecento di Alessandro Baricco, da cui è stato tratto il celebre film La leggenda del pianista sull’oceano. La storia è nota: un neonato viene abbandonato a bordo di una nave e ritrovato da un marinaio che gli farà da padre per otto anni. Alla morte di questi, il bambino, che è stato chiamato Danny Boodman T.D. Lemon Novecento, continuerà a vivere sulla nave e diventerà uno straordinario pianista, il più grande di sempre. La particolarità di tutta la vicenda sta nel fatto che Novecento non solo non è mai sceso sulla terraferma, ma si rifiuterà di farlo anche quando la nave, ormai dismessa, verrà fatta saltare in aria.

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Per la pace in Africa e nel mondo

Oggi il Papa ci invita a vivere una giornata di preghiera e digiuno per la pace, in particolare per la Repubblica Democratica del Congo e per il Sud Sudan, paesi da lungo tempo provati da conflitti interni, violenze e fame, e troppo spesso dimenticati. Per aiutare la riflessione, volevo condividere con voi alcuni passi tratti da un testo scritto da padre Daniele Moschetti, missionario comboniano che ha vissuto per molti anni in Sud Sudan. Potremmo legittimamente pensare che il nostro contributo nel fronteggiare questioni più grandi di noi e delle nostre possibilità serva a poco, ma non è così: ognuno può fare molto riconoscendo la dignità di ogni persona umana nel posto in cui vive, e costruire pace non ignorando o sottovalutando tutto ciò che distrugge la nostra umanità. 

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Solo i malati guariscono

Abbiamo tutti un sentiero di ritorno.” È l’inizio di Solo i malati guariscono. L’umano del (non) credente, di don Luigi Maria Epicoco. Sono quelle delusioni o prove, cambi di rotta e aspettative disilluse, a cui tutti prima o poi andiamo incontro, facendo esperienza di una certa quantità di dolore, ma allo stesso tempo si tratta di “esperienze di autenticità.” Come quella vissuta dai discepoli di Emmaus: tre giorni prima Gesù era stato crocifisso, e nonostante Lui da risorto gli stesse camminando accanto, “i loro occhi erano incapaci di riconoscerlo”, perché offuscati dalla tristezza e dalla mancata realizzazione di quelle che erano le loro aspettative. Il dolore acceca, rende insensibili e azzera tutto il resto. Nonostante ciò, però, il cuore dei discepoli ardeva nel petto, mentre il Signore parlava e spiegava loro le Scritture. Come fare, allora, a ritrovare questa fiamma quando la vita ci mette a dura prova e tutto sembra privo di senso?

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Inferno e paradiso

Inauguriamo un’altra nuova sezione dedicata alla letteratura e ai romanzi che personalmente più mi hanno segnata, che andranno a comporre una piccola biblioteca! Vorrei iniziare da un autore che amo moltissimo. Di alcuni libri si può dire che non sei tu a leggerli, ma sono loro a leggere te. Ciò che inferno non è di Alessandro D’Avenia è uno di questi.

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Siamo nati e non moriremo mai più

 “È bello avere degli esempi di vita che ti ricordano che si può pretendere il massimo della felicità già qui su questa terra, con Dio come guida.”

Queste parole di Chiara Corbella Petrillo sono perfette per inaugurare una nuova sezione del blog, chiamata Poesia della vita, che è stata pensata su ispirazione di tante storie di persone che hanno reso la loro esistenza un autentico capolavoro. Sono tratte dalla lettera che Chiara scrisse a suo figlio Francesco poco prima di diventare lei stessa esempio di vita e di fede per molti. Il 13 giugno ricorre l’anniversario della sua nascita al Cielo, avvenuta nel 2012, e in quest’occasione è stato annunciato l’imminente avvio della causa di beatificazione.

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