Esercizi di speranza (15-21 aprile 2019, Settimana Santa)

14 aprile-Domenica delle Palme

Già pubblicato QUI, in fondo alla pagina.

 

15 aprile-Lunedì santo

L’Amore non teme lo spreco, anzi, è la sua natura quella di essere sempre eccedente e mai misurato. E quando riesci a sprecare tempo, risorse, forze senza rimpiangere nulla, ti accorgi che in realtà hai guadagnato più di quanto hai lasciato andare perché ciò che si spreca per amore acquista il valore della dedizione e dura in eterno.

16 aprile-Martedì santo

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Non c’è esercizio di speranza o di fiducia più grande e bello di questo: confidare in Colui che fin dal grembo materno ci ha chiamati per nome, ci ha protetti all’ombra della Sua mano, ci ha voluti per renderci luce delle nazioni e annunciatori di salvezza fino agli estremi confini della terra, perché nessuno rimanga escluso. È una speranza che è per tutti, e invece noi facciamo distinzioni e pretendiamo di decidere chi possa meritarla o meno quando in realtà nessuno ha fatto qualcosa per guadagnarla ma l’ha ricevuta senza niente in cambio. L’unica cosa che possiamo fare è raccontarla, perché è impossibile rimanere in silenzio (“la mia bocca racconterà la tua giustizia, ogni giorno la tua salvezza”) e perché troppo spesso la speranza viene soffocata fino a diventare quasi invisibile ma che sappiamo essere invincibile.

17 aprile-Mercoledì santo

Tradire l’amore: è questo l’inferno. Quando, pur essendo amato, decidi di non amare, ma poi non riesci più a tornare indietro perché sei tu a non amarti.

18 aprile-Giovedì santo

Amare fino alla fine, perché quella che appare come la fine di tutto è in realtà un inizio che non avrà più fine.

Amare fino a farsi pane, per rimanere con noi, per essere una sola cosa con noi, e nell’amore reciproco indicarci la strada che conduce all’amore più grande.

Amare fino in fondo, e squarciarne la profondità delle tenebre nell’ora più buia dell’umanità, che precede l’ora più luminosa.

Amare fino all’ultimo istante, per donare quello che ancora rimane: il perdono, il Paradiso per chi lo invoca, la Madre, la solitudine che anche Tu hai provato affinché venisse in soccorso alla nostra, la sete e il desiderio di ciò che è vitale, e infine il tuo spirito.

Amare “fino alla pienezza della totalità”, per cui non rimane più nessuno che non sia amato e non rimane più nulla da compiere per amare ancora di più.

19 aprile-Venerdì santo

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20 aprile-Sabato santo

Silenzio e attesa caratterizzano il Sabato Santo.

Il silenzio alla fine di tutte le lacrime, di tutte le parole dette e non dette, di tutto il rumore, di tutte le suppliche, di tutto il dolore.

L’attesa di un finale oltre la fine, un finale diverso, un finale che abbia senso. Lo vediamo in Maria, che conserva la fede pur nel dolore più grande, la perdita del figlio. A volte di fronte a certi avvenimenti della nostra vita non si può fare altro che questo: attendere. Non è un’attesa passiva e priva di fiducia, ma è ricordare quello in cui abbiamo creduto ritenendolo ancora possibile, nonostante tutto. La differenza non la fa la pazienza che siamo in grado di avere o no nell’attesa, ma chi è Colui che stiamo aspettando, e Colui che aspettiamo è veritiero. L’inizio della Pasqua è un sepolcro vuoto, seguito dall’eco di una notizia talmente incredibile da sembrare assurda. “Attendere: infinito del verbo amare” diceva don Tonino Bello, “nel vocabolario di Maria, amare all’infinito”. Questa la sola cosa da fare per riempire il vuoto di quell’attesa: imitare lei e amare all’infinito.

Buona attesa a tutti, Pasqua è vicina!

21 aprile-Domenica di Pasqua

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La vera Pasqua è lasciarsi amare! Perché è sapersi amati che riporta in vita, tutte le volte che abbiamo bisogno di rinascere, di ripartire, di ricominciare!
Tantissimi auguri di buona Pasqua a tutti voi, la certezza che Cristo vive e in Lui viviamo sostenga la nostra vita e doni la Gioia!

#lampidipoesia

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