Esercizi di speranza (16 marzo-2 aprile 2019)

16 marzo-Fiducia

Dalle mie cagnoline imparo ad avere fiducia. Loro si fidano, si affidano e confidano nel fatto di essere amate. Nulla potrebbe convincerle del contrario, per questo sono il ritratto della gioia, che manifestano in ogni modo. 

 

18 marzo-Camelia (parte 1)

20190326_125759-1

 

I fiori di camelia hanno una particolarità: se le condizioni in cui vive non sono ottimali, la pianta produce boccioli che cadono prima di aprirsi e, a differenza di altri fiori, la camelia non perde i petali ma si stacca completamente intera dallo stelo. Succedeva sempre così, quest’anno però qualcosa è cambiato e la camelia sta sbocciando! 
Siamo tutti esposti alle intemperie, al vento che ci scuote, alle tempeste che dobbiamo attraversare, al gelo che ci attanaglia. Abbiamo tutti sete di acqua, di vita, di stima, di riconoscimento e amore, e la cosa più tragica che può capitarci è staccarci da noi stessi, da ciò che siamo e speriamo, prima di fiorire. Perché non ci crediamo più, perché siamo stanchi, perché non riusciamo a vedere il sole, e per chissà quanti altri motivi. Ma non dobbiamo mai smettere di prenderci cura della parte più bella di noi, quella che richiede soltanto un po’ di fiducia, di attenzione e nutrimento per poter finalmente sbocciare senza più cadere prima del tempo. Forse dovremo aspettare una nuova fioritura, forse dovremo avere la pazienza di rialzarci, ma quel bocciolo rimane lì, dentro di noi, e quando avrà la forza di rivelarsi al mondo così come è avrà colori nuovi, brillanti, mai visti prima, sfumature uniche e irripetibili, come noi.

24 marzo-Alberi

La pazienza di portare frutto
di attraversare stagioni
dolori e gioie
di rimanere piantati a terra
con le nostre radici
e di protendersi verso il cielo
con tutto il resto.

L’arte di fiorire
dopo aver lasciato andare
fino all’ultima foglia
dopo il gelo
la neve e la grandine
dopo il vento sferzante
e la pioggia presa.

La fiducia nei nuovi inizi
la necessità di non arrendersi
ma di saper attendere
ciò che tarda ad arrivare
ma che proprio per questo arriverà
forse senza dare risposte
ma dando un senso a tutte le domande.

25 marzo-Camelia (parte 2)

I fiori iniziano a staccarsi… ma stavolta dopo essere sbocciati, nel culmine della loro pienezza. Io li raccolgo, me li guardo per bene e poi li lascio andare mentre mi si sbriciolano tra le mani. Ma so che non è finita, che il ricordo della loro bellezza rimarrà negli occhi e che ci sarà una nuova fioritura prima o poi. Basta solo prendersi cura… Dovremmo tutti chiederci di cosa e di chi ci stiamo curando? E chi o che cosa stiamo trascurando, impedendo a noi stessi o ad altri di fiorire? La natura ci insegna a rispettare tempi e temperamenti: un albero impiega un intero anno per portare frutto, ed è il suo frutto. Un pesco non produrrà albicocche, ma nessuno avrà da obiettare. Così ciascuno ha bisogno di poter essere se stesso, portando quel frutto che è il suo e di nessun altro, con le giuste cure e nei giusti tempi. Solo così la vita si compie, iniziando ad essere quello che siamo, senza pretendere altro da se stessi se non la consapevolezza che in ogni istante qualcuno si prende cura di noi ed è quell’Amore che ci fa rifiorire sempre anche quando sembra impossibile.

30 marzo-Fiorire

img-20190330-wa0000

“Fiorire e dar frutti in qualunque terreno si sia piantati: non potrebbe essere questa l’idea? E non dobbiamo forse collaborare alla sua realizzazione?”. Così scrive Etty Hillesum, e mi chiedo con lei: non potrebbe essere questa l’idea? Non potrebbe esserci speranza proprio in quella realtà che viviamo, in quella situazione che ci fa stare male, in quel problema che ci fa paura? Ma pensiamo sempre di dover aspettare il momento giusto e le condizioni ideali per poter dare il meglio di noi stessi. È molto difficile fiorire quando le difficoltà sono tante, eppure non è impossibile. Ho in mente tanti esempi di persone che hanno trovato il coraggio e la forza di aprirsi e portare frutto nelle condizioni più estreme: nella malattia, nel dolore fisico e non, nella povertà materiale, nella disabilità, nell’oppressione o nell’odio verso di te e la tua gente… Come ha fatto Etty, in un campo di sterminio. E come possiamo fare anche noi in qualunque condizione ci troviamo, in qualunque terreno siamo piantati. Non è facile, è vero, ma se invece di chiedersi il perché di quello che ci succede cominciamo a chiederci chi vogliamo essere noi in quello che ci succede, allora senza rendercene conto inizieremo a spargere il profumo buono di chi sceglie e ama la propria vita così com’è, perché scelta, amata e benedetta da Colui che da sempre ci ha voluti vivi.

31 marzo-Gioire

Saper piangere con chi piange, condividere veramente le pene di qualcuno sentendole come proprie, addossarsele fin dove possibile per cercare di alleviargliele, è qualcosa di non comune. Ancora più raro, forse, è trovare persone che sappiano gioire sinceramente delle gioie altrui, ma in entrambi i casi la mancata partecipazione è certamente dovuta a una mancanza d’amore. Quell’amore che non rimane a guardare da lontano perché non rifugge la sofferenza dell’altro, né invidia le sue fortune. Quell’amore fatto di gesti concreti e non soltanto di parole, di spreco e non di calcoli sulla propria convenienza, di prossimità e non di finto coinvolgimento. Quell’amore di quel padre che vede ritornare il figlio, ne ha compassione, gli corre incontro, gli si getta al collo, lo ricopre di baci e organizza una mega festa per lui. Ma anche quell’amore dello stesso padre verso l’altro figlio, che non capisce, che è indignato, che non si rallegra per niente e che si rifiuta di far festa, standosene in disparte, da solo, e auto condannandosi all’infelicità. Lo facciamo anche noi quando non siamo più in grado di vedere quello che già abbiamo perché accecati dall’abbaglio di quello che vorremmo avere e che ci sembra di vedere solo negli altri, o quando non ci sentiamo amati pur essendo amati.

Ci sono gioie che non possono essere rimandate quando ti capitano.
Ci sono gioie fatte di ritorni, precedute da attese e nutrite di speranze.
Ci sono gioie da saper riconoscere perché spesso si nascondono in ciò che gioia non è.
Ci sono gioie che quando riesci a trovarle, qualunque cosa accada, non saranno mai strappate da te, perché fanno parte di quella gioia invincibile che scaturisce dalla Pasqua, che iniziamo a pregustare oggi in questa domenica della gioia, anticipo di quella della risurrezione. Perché il segreto della gioia è proprio questo: che Cristo è risorto, che la morte è stata sconfitta per sempre, che il Suo Amore è più forte di tutto!

2 aprile-Cristo vive

img_20190402_212942_114

Dall’esortazione apostolica Christus Vivit di Papa Francesco:

“Non lasciare che ti rubino la speranza e la gioia, che ti narcotizzino per usarti come schiavo dei loro interessi. Osa essere di più, perché il tuo essere è più importante di ogni altra cosa. Non hai bisogno di possedere o di apparire. Puoi arrivare ad essere ciò che Dio, il tuo Creatore, sa che tu sei, se riconosci che sei chiamato a molto. Invoca lo Spirito Santo e cammina con fiducia verso la grande meta: la santità. In questo modo sarai pienamente te stesso.” (…) “Se ti senti debole, stanco o deluso, chiedi a Gesù di rinnovarti. Con Lui non viene meno la speranza. (…) Così non priverai il mondo di quel contributo che solo tu puoi dare, essendo unico e irripetibile come sei.”

#lampidipoesia

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...