Profumo di te

E anche quest’anno è arrivato Natale anche se, devo ammettere, di spirito natalizio in giro non se ne trova poi molto (almeno quello autentico, perché invece quello del non- Natale dilaga). Mentre stavo pensando a qualcosa da scrivere che non risulti troppo banale, riflettevo su come ancora, dopo duemila anni, fatichiamo a capire come la venuta del Figlio di Dio in sembianze umane abbia elevato talmente la nostra umanità da conferirle una dignità tutta nuova e una nobiltà altissima. Passiamo tutta la vita a cercare di conquistarci la stima degli altri e di meritarne l’amore, quando in realtà abbiamo già tutto quello che ci serve per vivere ed essere felici perché Dio è con noi. Se solo ci ricordassimo che in noi e in ogni altro essere umano c’è la stessa identica natura che Lui ha assunto per sé, quanto sarebbero diverse le cose.

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Non è retorica e neanche presunzione dire che Dio abita in ogni uomo: è vero che tanti non lo accolgono e, rifiutandolo, sotterrano al fondo di loro stessi quella scintilla divina rendendola impercettibile, ma se noi per primi, che diciamo di credere in Lui, abbiamo gli occhi talmente annebbiati da non riconoscerlo in chi ci sta accanto nemmeno quando la Sua presenza è evidente, come possiamo pretendere di farlo conoscere ad altri? Come potranno mai prenderci sul serio se non facciamo vedere che per incontrarlo non bisogna fare chissà cosa se non prestare attenzione alla vita che ci scorre davanti ogni giorno, nella sua quotidianità e ordinarietà, e alle persone che gravitano attorno ad essa? 

Dio si fa carne, non idea o astrazione. E quindi ha un corpo e un nome. Ad esempio, per me quest’anno Natale ha il volto di un bambino di otto anni che, alla maniera di Gesù fanciullo nel tempio, è stato in grado di far ammutolire dallo stupore chiunque lo ascoltasse parlare delle cose di Dio. Lui, che non può vedere il mondo con i suoi splendidi occhi azzurri e che, forse per questa ragione o magari anche no, ha tutti gli altri sensi sviluppatissimi e un’intelligenza vivace e aperta, è stato ed è per me segno concreto di come agisce Dio. Lui che mi spinge a uscire da me stessa, dai miei limiti molto più evidenti dei suoi, che mi costringe a fare a meno del contatto visivo che ho sempre ritenuto fondamentale per riuscire a comunicare (ma che palesemente non è il solo modo in cui è possibile farlo). Lui che non smette un secondo di parlare, di domandare, di voler conoscere. Lui che ti mette in difficoltà con le sue domande e che ti spiazza con la saggezza contenuta nelle sue stesse risposte. E io non posso che condividere queste parole di Gesù: «ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli».

Per questo Natale vi auguro uno sguardo nuovo, che sappia vedere luce dove sembra non esserci, bene dove non riusciamo a trovarne, Gesù in ogni uomo, specialmente in chi fatichiamo ad amare. Ma allo stesso tempo vi auguro lo stesso sguardo nuovo verso voi stessi. Ognuno di noi è l’amato, è colui per cui vale la pena farsi bambino, rendersi fragile e affidarsi ad altri. Dio l’ha fatto per noi.

Vi lascio un brano di Giovanni Allevi dal titolo Scent of you (profumo di te), per ricordarci che le tracce di chi amiamo, e in particolare quelle di Gesù, sono ovunque intorno a noi, nei posti più ordinari e soprattutto in quelli più impensabili dove mai ti aspetteresti di trovarlo eppure c’è. Noi stessi possiamo diffondere il Suo profumo, la Sua essenza quando conserviamo la nostra e la propaghiamo così com’è, senza soffocarla dentro una maschera. La particolarità di questo brano è che è stato scritto al buio a causa di un grave problema alla vista dello stesso Allevi che, in seguito alla successiva e delicata operazione agli occhi, ha dovuto trascorrere un lungo periodo di riposo forzato proprio al buio. La sua intenzione era quella di raccontare come, in quel periodo, abbia riscoperto nuove facoltà attraverso cui orientarsi, come il tatto, l’udito, l’olfatto, che gli hanno consentito di trovare una luce nonostante sembrasse non esserci. Vi consiglio di ascoltarlo ad occhi chiusi, magari al buio, per immergervi in quella stessa situazione e per gustarne meglio la dolcezza e la serenità che trasmette.

Natale è l’impossibile che diventa possibile, la Luce vera che viene ad illuminare ogni uomo. Tantissimi auguri di buon Natale!!!

#lampidipoesia

 

 

Un pensiero su “Profumo di te

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