Un citofono collegato al Cielo

Un frutto di Chiara Corbella: così si definiva una ragazza siciliana di 29 anni, Maria Chiara Mangiacavallo, avendo in comune con lei la stessa vocazione alla gioia, attraversata, però, dalla sofferenza. Al termine del calvario della malattia, infatti, la giovane vita di Maria Chiara si è conclusa sulla terra il 13 marzo 2015, per rinascere al Cielo esattamente 9 mesi dopo essersi definita come un “frutto di Chiara”. Proprio come lei, si è preparata con fede all’incontro con lo Sposo, così che il suo funerale si è trasformato in una festa, quella del suo matrimonio.

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Nel sito curato dai familiari, è possibile leggere, oltre alla sua storia, il testamento spirituale che Maria Chiara ha scritto perché chi lo leggesse potesse anche lui ricevere ciò che il Signore le aveva donato. E le sue parole sono davvero un dono grandissimo per tutti, per le persone che l’hanno conosciuta (alle quali affida il suo amore), ma anche per chi solo dopo ha sentito parlare di lei e della sua luce, perché non esistono limiti di tempo né di spazio nella comunione dei santi, e perché la speranza che lei vuole donare (“lascio a tutti coloro che leggeranno questo testamento la speranza”) è per tutti.

Qualcuno potrebbe obiettare: ma se Maria Chiara non è guarita, di che speranza stiamo parlando? In effetti, umanamente è difficile comprendere come una ragazza che sta per morire possa parlare ancora di speranza, e come possa averne così tanta da bastare per sé e per gli altri. Quest’anno il Papa, nelle sue catechesi del mercoledì, sta insistendo molto proprio su questo tema della speranza cristiana, e in particolare l’udienza del 18 ottobre scorso è stata su “beati i morti che muoiono nel Signore”. Dice Papa Francesco:

“Siamo tutti piccoli e indifesi davanti al mistero della morte. Però, che grazia se in quel momento custodiamo nel cuore la fiammella della fede! Gesù ci prenderà per mano, come prese per mano la figlia di Giairo, e ripeterà ancora una volta: “Talità kum”, “Fanciulla, alzati!”. Lo dirà a noi, a ciascuno di noi: “Rialzati, risorgi!”. Io vi invito, adesso, a chiudere gli occhi e a pensare a quel momento: della nostra morte. Ognuno di noi pensi alla propria morte, e si immagini quel momento che avverrà, quando Gesù ci prenderà per mano e ci dirà: “Vieni, vieni con me, alzati”. Lì finirà la speranza e sarà la realtà, la realtà della vita.”

Ecco, credo che Maria Chiara intuisse già questa realtà preparata per lei, e che la speranza non le servisse quasi più dato che stava per compiersi qualcosa che proprio perché reale non necessitava più essere sperato. Sapeva che ci sarebbe stato Gesù ad attenderla, quindi non aveva paura. A questa consapevolezza, però, si arriva proprio grazie alla speranza, e Maria Chiara l’aveva capito. Per questo ha voluto lasciare a noi, che siamo ancora in cammino, l’occorrente per arrivare lì dove è arrivata lei.

“Vivete ora e adesso con Dio e solo così capirete quanto è bello vivere l’ora e l’adesso per Lui.”

Queste le ultime parole consegnate da Maria Chiara, a cui sembrano fare eco quelle di una recente canzone di Elisa dal titolo Ogni istante. Lei ha scelto di essere “luce nel disordine”, di “non pensare sia impossibile” e ha capito che “se si può tremare e perdersi è per cercare un’altra via nell’anima”. E così che la strada si illumina, la paura si sgretola e si riesce a cogliere la verità nascosta anche nel dolore, nell’incapacità di comprendere, nella fragilità: “vivi sempre, ogni istante!”.

A noi l’impegno di sapere accogliere la testimonianza e il dono di Maria Chiara, e se dovesse capitarvi di essere in difficoltà provate a “citofonare Mangiacavallo”. Qualcuno risponderà e scenderà sicuramente!

 

#lampidipoesia

 

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3 pensieri su “Un citofono collegato al Cielo

  1. Ho avuto la gioia e la Grazia di conoscere M. Chiara nell’ultimo periodo della sua vita quando si preparava all’incontro con lo Sposo!!!!! La sua stata una Via Lucis che illumina la Via Crucis, un esempio per chiunque ha capito che l’obiettivo della propria vita è l’incontro con lo Sposo. Grazie dolce Mari…

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